Gianfranco Sorrentino
Il suo "Il Gattopardo" è frequentato abitualmente da clienti come George Clooney, Paul McCartney e Naomi Campbell o dagli italianissimi Massimo Moratti e Francesco Totti, alla ricerca di specialità italiane nel cuore di Manhattan. Ma "Il Gattopardo", riconosciuto dal New York Times come il miglior ristorante di cucina campana negli Stati Uniti, è solo l'ultima tappa del lungo percorso nel mondo della gastronomia del napoletano Gianfranco Sorrentino. Un'avventura iniziata più di trent'anni fa quando, giovanissimo, girava l'Europa maturando le prime esperienze nel mondo della ristorazione. Negli anni, ha perfezionato le sue capacità e le sue conoscenze lavorando da Milano a Tokyo passando per Capri, in ristoranti del calibro del Four Seasons Hotel e dell'Hotel Quisisana. Per iniziare, poi, quella che lui stesso definisce "la mia avventura americana". Partita alla Disneyworld di Orlando, in Florida, e coronata dai primi successi newyorkesi: il "Sette MoMA", all'interno del prestigiosissimo Museum of Modern Art, "Sciuscià" a Park Avenue e il "Bice Restaurant". Ma, come succede a tutti quelli che amano il proprio lavoro, per Sorrentino ogni traguardo diventa un nuovo trampolino e, allora, dopo l'"Union Bar & Grill" nel Massachusetts, nel 2001 arriva "Il Gattopardo". Nel 2007, meritoriamente, la nomina alla presidenza del GRI, Gruppo Ristoratori Italiani, l'associazione che promuove la cucina tradizionale italiana negli Stati Uniti. "The Leopard at Des Artistes" è la sua nuova sfida. L' inaugurazione è prevista per il prossimo anno, nei locali che furono del "Café Des Artistes", storico ristorante newyorkese che Sorrentino declinerà nei sapori della cucina mediterranea. Nella sua lunga carriera, Gianfranco Sorrentino si è sempre prefisso un "ritorno al passato in chiave moderna": la rivisitazione delle ricette tradizionali, usando prodotti importati esclusivamente dall'Italia, con lo scopo di far conoscere negli Stati Uniti il meglio del "made in Italy".





